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Nel giorno della  Memoria 27 Gennaio 2020

Presso Casa Sabate gli ospiti stanno seguendo un programma televisivo dedicato al Giorno della Memoria. Saluto Vilma che mi dice essere molto interessata ed emozionata.

A fine programma parliamo di questo evento e mi racconta con la sua bella voce e d accento emiliano, che anni fa, aveva circa 40 anni, è andata con un pullman organizzato dal Comune di Reggio Emilia ad Auschwitz Erano 60 persone erano a fare questo viaggio di una settimana. Il marito non è andato con lei. Era freddo, c’era un po’ di neve. Ha visto la scritta all’entrata del campo che ci presentava immenso con tante baracche. Lei racconta che tutto quello di cui aveva sentito parlare finora e che ora stava davanti a lei avevo un aspetto terribile. Vedere davvero i cammini dei forni con il mucchio di cenere vicino, vedere gli stanzoni uno dopo l’altro con tutte le foto, tante foto, sono stati momenti di cui non si può più scordare. Mi dice che stanno sempre lì nella tua testa. La parte di muro con i capelli tagliati di tutti i colori esposti dietro un vetro, la stanza delle scarpe, degli indumenti.

Sono quindi andati anche a Terezin e hanno visitato il cimitero dei bambini. Lì l’emozione era troppa, difficile parlarne.

Non ha però mai rimpianto di esserci andata e si emoziona a dichiarare che tutti dovrebbero averlo visto perché solo queste testimonianze potranno garantire il passaggio di testimone alle future generazioni al fine che non si possa mai più lasciare fare simili atrocità. Solo allora, alla fine del racconto mi dice che ha avuto un cognato che è stato in quel campo. Era stato partigiano e fatto prigioniero e quindi deportato lì. Per tanti anni non aveva mai voluto parlarne perché raccontare la tanta bruttezza a suo parere non poteva essere creduta. Poi ha raccontato che a lui è toccato portare i morti in carriola verso i forni. Ha raccontato che per mangiare andava a raccogliere nell’immondizia le bucce che venivano dalla cucina degli ufficiali e che la sua salvezza era stata di essere alloggiato presso lo stabile di questi. Per Vilma la Giornata della Memoria è una necessità civile e mi dice “sai che al mio paese sono state tutte imbrattate di svastiche le tombe del cimitero ebraico – un bellissimo cimitero violato da mani che non vogliono sapere e ricordare.

Ringrazio Vilma per questi racconti ed è con sincera emozione passo il testimone perché anch’io, da sempre, m’impegno per la difesa della Memoria, contro l’indifferenza e ancora peggio la negazione. [Yvonne]